LiNeE d’oNdA

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Questo racconto è la terza parte di una serie di 4 e sono:

1 – La Maschera

2 – Sull’orlo di una crisi di nervi

3 – Linee d’onda

4 – Passato insidioso

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Si accamparono in un posto bellissimo dalle parti del Parco di Donana: era uno dei più ricchi di flora e fauna della Costa de la Luz, uno dei più tranquilli, ma con un bel giro di turisti. Così Alex trovò presto un lavoro in un bar sulla spiaggia: il Solsticio. Non era un bar di lusso, era piuttosto semplice, tutto in legno ed era frequentato anche da molta gente del posto. Con la lingua si abituò presto: dopo qualche settimana si era praticamente integrata. Quando era a lavoro, Ettore rimaneva all’accampamento, ma quando sapeva che lei stava per smettere di lavorare, si faceva sempre trovare lì fuori. Lui sembrava star bene. Ed anche lei.

 

Al tramonto quell’angolo di mondo si trasformava. La gente se andava e regnava il silenzio… e l’oceano…. ed i colori e le loro sfumature…

Via via cominciavano ad arrivare “quelli dell’aperitivo”, come li definiva Alex. Gente che per tutto il resto del giorno forse andava in giro, forse restava all’ombra a campeggiare, insomma non si vedevano mai, oppure si affacciavano soltato di prima mattina, quando tutto è nitido, i colori brillano e un altro silenzio, quello di un nuovo giorno che nasce, parla.

Tra tanta gente che aveva conosciuto, c’era un ragazzo italiano, sui 35-40 anni, che arrivava sempre a quell’ora, prendeva un aperitivo,faceva due chiacchiere con lei al bancone, poi si sedeva ad un tavolino, a contemplare il mare così intensamente, che lei lo poteva sentire…

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Non era particolarmente bello, ma era, nel suo silenzio, nella sua semplicità, armonico con ciò che lo circondava. Lei, da dietro il bancone, più di una volta si era trovata in quella specie di trance da cui era partita, incantata, a guardarlo in quella meravigliosa cornice, come fosse il quadro più espressivo del suo sentire… e le sembrava di essere così tanto in sintonìa con questo, da farne parte anche lei…

sintonizzandosi sulla stessa linea d’onda e percepire tutti i perché, i sensi… e i non sensi nella stessa goccia di universo

 

Quando finiva il suo aperitivo, lui, prendeva la sua sacca con movimenti così lenti, pacifici ed armoniosi che sembrava che il quadro evolvesse, paradossalmente restando nella sua staticità di quadro, per trasformarsi in quello di un pescatore al crepuscolo

Non una parola, non un movimento fuori tempo e sgarbato, mai goffo, sempre perfettamente inserito nel suo quadro, si lasciava cadere la notte addosso e lei non poteva non ammirarlo.

Era così affascinata da quel personaggio e dal mondo che si portava dietro, che una sera, quando il bar chiuse, si avvicinò a lui

“Ciao! Che bello il tuo stare quì così… sembri il re di questo posto… – e gli porse l’aperitivo che lui prendeva ogni giorno – …posso?”

Lui, con l’espressione più pacata e luminosa che avesse mai visto su un volto, la accolse, sorridendo.

Le sembrava di dover far piano, di dover essere lenta perché altrimenti avrebbe rotto quel magnifico quadro, in cui ora si era permessa di entrare.

Non parlarono molto… ma insomma… andava bene così

(lui) Che ti ha portata quì?

(Alex sorridendo) beh… direi, una ventata di avventura dopo un uragano disastroso…

Mentre stava per continuare, per dirgli che aveva sentito il bisogno di evadere, di staccare la spina per sopravvivere, lui subito intervenne, senza farla finire

(lui) Ti capisco, sai…

(Alex) Anche per te è così?

(lui, con un sorriso malinconico) Direi proprio di si… – alzò il suo sguardo verso il cielo – ma in fondo forse la mia nuova vita non mi dispiace. Ho imparato un sacco di cose e mi sento bene. Senza il mio uragano non avrei assoporato i piaceri della natura, lo scorrere lento dell’insieme degli attimi… – si voltò verso lei sorridendo – e non avrei conosciuto te Alex!

Lei sorrise… poi ci ripensò…. Scusa, tu sai il mio nome?

(lui) Ah… beh… devo averlo sentito al bar

(Alex) Ah già… e tu? Come ti chiami?

(lui) …mmm… vediamo un po’ se indovini?

(Alex) Non è mica tanto facile con il milione di nomi che ci sono in giro… comunque secondo me hai la faccia da Claudio

(lui) Cavolo! Come hai fatto?! …si vede che il mio nome mi sta proprio bene!

e scoppiarono a ridere

(Alex) Vabbé, Claudio, è tardi ed è meglio che mi incammini, domattina devo aprire io

(Claudio) Magari ci incrociamo mentre vado via… Ciao! Buonanotte Alex

(Alex) E a te

(Claudio) No, non lo dire!!! – sorridendo – Porta sfortuna… Si vede che non conosci pescatori…

(Alex) Ah no?! …vabbé, allora, buenas noches! Ciao

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Passavano i giorni e Claudio ripeteva sempre il suo incantevole rituale e lei entrava sempre più nel suo quadro. Stavano bene insieme.

Una sera lei, un po’ impacciata: Ti farebbe piacere se una di queste sere preparo qualcosa e ceniamo quì mentre peschi?

(Claudio) Certo! Anzi, se stanotte riesco a prendere almeno un paio di pesci, facciamo il fuoco e mangiamo quelli, ok? Ti piace il pesce?

(Alex) Si, che mi piace il pesce! Grande! Allora vedi di impegnarti! Notte!

(Claudio) Notte tesoro

Una vampata da dentro la investì, forse era anche arrossita

(Alex tra sé) Alex dai, non significa niente, è una cosa che si dice…. Si, però significa per me la mia reazione… lui inizia a piacermi davvero

Non si voltò e se ne andò

La mattina seguente all’alba si alzò per andare ad aprire il bar e vide in spiaggia Claudio che sventolava un paio di pesci e belli grandi anche

(Lui) Stasera si cena!! – Urlò lui dalla battigia

(Alex) Grande!!!

e tutta sorridente inziò a far le sue cose, aspettando che facesse sera. Dopo un po’ lui passò dal bar a salutarla ed a mostrarle il resto della pesca: “Guarda un po’ qua, non ne ho mai presi di così belli…. era proprio destino!”

Si salutarono e si dettero appuntamento per la sera.

Verso metà mattina Alex finiva il primo turno e si incamminò con Ettore all’accampamento. Questa volta però, invece di andare a dondolare un po’, come faceva sempre, preparò accuratamente le cose che sarebbero servite la sera. Era contenta. Era emozionata

Rivolgendosi ad Ettore: “Stasera dipingeremo un nuovo quadro! …speriamo che sia ancora più bello ed armonioso di quello di sempre…”

ed iniziava a sognare, ora dondolando sulla sua amaca.

Verso metà pomeriggio, rientrò al Solsticio per il turno dell’aperitivo. Quando arrivò Claudio, lei era un po’ emozionata “Stupida! – tra sé e sé – sarà un mese che lo vedi arrivare quì come sempre a fare sempre le stesse cose…” Ma sapeva bene che nel suo cuore qualcosa era cambiato. Ed erano cresciute a dismisura le aspettative… dopo tutto quello che le era successo, se la meritava proprio una ricompensa! …un po’ d’amore e un po’ di pace… Pensava che forse era il destino che l’aveva portata lì e che se non fosse successo tutto quello che era successo, oggi non vivrebbe queste nuove emozioni, in questo nuovo mondo, in quel quadro.

Lui si avvicinò al bancone, lei aveva già pronto il suo apertivo “Oggi te lo offro io!”

(lui) Grazie! …allora fanne un altro, che lo offro io a te!

(Alex) Che carino – pensò, ma in realtà disse, sorridendo: “Non vuoi proprio rimanere indietro tu! Ok, tanto non c’è molta gente. A che brindiamo?

(lui) Alla nostra serata!

e lei, guardandolo negli occhi: “Alla nostra serata allora!”

Dopo aver brindato, lui si mise come sempre al suo tavolo; lei conosceva ogni sua futura mossa e la tempistica. Quando lui stava per alzarsi, portarle il bicchiere al bancone per dirle che andava in spiaggia, lei lo precedette e gli portò la cesta di vimini con tutte le cose che aveva preparato… Le sembrò quasi di essere sposini, una coppiettina ormai consolidata. Forse proprio per la sintonia che li legava. Lui la guardò, dolcemente sorpreso, e un po’ scherzando e un po’ no, le disse: “Penso che saresti una brava mogliettina”

Lui aveva sentito l’atmosfera che aveva sentito lei. E questo era davvero speciale…

Da dietro il bancone, osservava i primi schizzi del loro nuovo quadro. Claudio stava preparando il fuoco per la loro cenetta. Lei si sentiva così bene!

C’era una bella luna…e  il fuoco…

Aspettare, non le dava ansia. Faceva tutto parte della stessa scena.

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Fu una serata piuttosto silenziosa perché erano la natura, la loro sintonia ed i loro corpi a parlare.

Ogni silenzioso sguardo, ogni gesto… la prima carezza, l’abbraccio, il primo bacio e poi gli altri… e spogliarsi l’un l’altra, fare l’amore in battigia e poi nell’oceano e poi ancora davanti al fuoco furono le cose più naturali ed armoniose che avesse mai condiviso.

Si svegliò all’alba tra braccia di lui, che le baciava il collo, mentre il fuoco si era quasi spento.

Il loro quadro era meraviglioso!

Rimasero un po’ lì in silenzio a coccolarsi, consapevoli della reciproca soddisfazione.

(Claudio sottovoce) Buongiorno tesoro

(Alex si voltò verso lui e mantenendo lo stesso tono) Stai bene?

(lui, baciandola e guardandola negli occhi) Sto molto bene… e tu?

(lei) una fabula…mi amor

Continuarono a dipingere un po’ il loro quadro, poi lei andò al bar, preparò due caffé e li portò in spiaggia.

Fecero colazione insieme e ormai era l’ora di aprire il bar

 

Il passato era alle spalle.

L’arcobaleno nasceva splendente sui loro uragani

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LiNeE d’oNdAultima modifica: 2009-05-14T23:16:00+02:00da auroraxspirit
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11 pensieri su “LiNeE d’oNdA

  1. come la volta scorsa, mi prendo tempo per leggerlo con calma…

    Si, sono un amante del buon vecchio Dylan e anche di un altro personaggio bonelliano. E da bravo amante la mia collezione è completa! Quella tavola e il mio amore per il mare hanno fatto il resto!
    A presto! 🙂

  2. letta tutta d’un fiato e piaciuta! Mi son ricordato che Alex è anche il personaggio della “maschera” che apprezzai molto. Sono andato a ricercare quel racconto tra i tuoi archivi e ho letto che Alex fa parte di una serie di racconti e in quanto tale immagino che ci sia molto di te, in Alex. Determinata, caparbia, realista, ma anche un’inguaribile sognatrice. Un’eroina perfetta per un romanzo! 🙂
    Buon fine settimana e a presto!

  3. Doveri esser felice leggendo queste storie? sì certo, per te sono felice, ne sento la tua armonia dipinta…
    nel mio animo invece ascolto tristezza, mi ricorda sogni infranti, dischi stonati con granelli di sabbia sul vecchio vinile…
    un bacio, Sergio

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